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La nostra storia

Le origini del Rifugio Alimonta

Tutto inizia con Angelo Alimonta (1851 - 1931), originario di Borzago (attuale frazione di Spiazzo), che già da ragazzo si dimostra esperto del luogo e si afferma come il primo delle guide alpine della famiglia Alimonta. Divenne noto, tanto da accompagnare regolarmente anche la Principessa Elisabetta di Wittelsbach, la famosa "Sissi", nelle sue passeggiate estive a Madonna di Campiglio.

Tra i luoghi che frequentava, il suo preferito era l'anfiteatro glaciale della Vedretta degli Armi, circondato dalla Torre di Brenta, dalla Cima degli Armi, dalla Cima Molveno e dai Gemelli. Qui, divenuto nonno, portava anche il nipote Giglio confidandogli che quello era il posto più bello del Brenta. E di questo Giglio se ne ricordò, decidendo di costruire lì nel 1968, insieme ai figli Ezio e Fiore, il Rifugio Alimonta.

Angelo, Ernesto (1884 - 1963), Giglio (1914 - 2010) e Ezio (1945): di padre in figlio l'amore per la montagna e il mestiere di guida alpina si sono tramandati per generazioni.

Il Rifugio Alimonta porta con sé il vissuto di queste persone, oltre a serbare il ricordo di chi con duro lavoro e passione ha gestito negli anni la struttura accogliendo Ospiti da tutto il mondo.

La chicca del luogo è la Campana di Nini, moglie di Ezio, dal 1970 prezioso sostegno al rifugio e venuta a mancare improvvisamente ancor giovane. Lei, con il suo sorriso e la sua affabilità, sapeva conquistare ogni cuore.

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